1968 Nasce il quartiere
LA LOTTIZZAZIONE

La lottizzazione del terreno iniziò nel 1963. Otto anni dopo la costruzione della nostra chiesa, al Km 12,300 della via Tuscolana apparve un cartello su cui era scritto: VENDESI TERRENO EDIFICABILE PREVIA CONVENZIONE CON IL COMUNE DI ROMA Si prospettava l'edificazione di una vasta area di circa 25 ettari di proprietà della famiglia Micara, tra le vie Tuscolana e Anagnina.
L'area faceva parte della fattoria Rampa e della tenuta Quadrato, ma prese il nome di Tor di Mezzavia per la presenza, nelle vicinanze, della torre che segnava metà strada tra Frascati e Roma e che in passato serviva come posta per chi trasportava con il carretto il vino dai Castelli alla città.
Al nostro comprensorio fu dato poi il nome di Giardini di Tor di Mezzavia (GTM).

PRIMI INSEDIAMENTI E SVILUPPO SUCCESSIVO

Il comune di Roma non ha mai stipulato la convenzione con la società che si occupava della vendita dei lotti. Tuttavia le costruzioni iniziarono e tra molte difficoltà: la scarsità di acqua (presa dai pozzi artesiani), di luce (di cantiere, insufficiente poi per gli usi domestici), la mancanza di rete fognaria (che accostava pozzi neri ai pozzi artesiani, con rischio di inquinamento), le strade, non asfaltate, piene di polvere e fango a seconda della stagione. Qualche linea telefonica era portata nelle case da fili volanti che si intrecciavano sulle strade. Per cucinare si utilizzavano le bombole a gas.
I motivi che spingevano a costruire la casa in questo comprensorio, nonostante i gravi disagi, erano forti e ricchi di significato. Sicuramente ebbero un grosso peso il desiderio di restituire alla abitazione il valore di focolare domestico e la voglia di rompere con la vita grigia dei grandi quartieri dormitorio, dai quali proveniva la maggior parte delle nuove famiglie.
I primi abitanti si impegnarono con entusiasmo in uno sforzo collettivo, alla ricerca di soluzioni soddisfacenti attraverso la comunicazione, l'amicizia, lo scambio di esperienze, la solidarietà, indispensabili per costruire un quartiere il più possibile a misura d'uomo.

TRA LE CASE UNA «CASETTA»

Nel 1972 si costituiva il consorzio Tor di Mezzavia, con il compito di urbanizzare la zona, realizzando la rete idrica e fognaria, gli allacci di luce e gas e l'asfaltatura delle strade. Le difficoltà furono enormi, dato l'atteggiamento politico del momento, che tendeva a contrastare la speculazione edilizia.
Nel 1974 nasceva il comitato di quartiere per superare le diffidenze del mondo politico e intrecciare rapporti con analoghe strutture socio-politiche delle zone limitrofe.
Lo scopo era quello di inserirsi, insieme agli altri insediamenti urbani, nel progetto del comune per il risanamento delle borgate, ma vi erano ulteriori ostacoli, in quanto appariva come zona residenziale.
Nel 1977, finalmente, essa fu inserita nella perimetria del comune e furono permessi gli allacci ai servizi pubblici, in particolare a quelli dell' acqua e della luce.
Infine nel 1980 fu emanata la legge di sanatoria, prima regionale poi nazionale. Per il nostro quartiere il percorso è stato lungo e irto di difficoltà, e ha causato notevoli ritardi alla sua completa e definitiva soluzione. Problemi organizzativi hanno frenato l’applicazione di una legge che riconoscesse la corretta esecuzione dei servizi da noi realizzati, con il conseguente scorporo dai costi di sanatoria, la loro acquisizione e la conseguente presa in manutenzione.
Risolti parte dei problemi e cessata la fase più critica del bisogno, per evitare che gli sforzi compiuti venissero vanificati, si sentì la necessità di costruire, con l'aiuto di tutti, nell'area destinata ai servizi del quartiere, una struttura che oltre a essere la sede del Consorzio e del Comitato di quartiere, divenisse un luogo di incontro e di aggregazione.
A tale scopo fu costruito un piccolo edificio, chiamato da tutti la «casetta», e si costituì un'associazione socio-culturale - Associazione GTM - aperta a tutte le famiglie del quartiere, con particolare attenzione agli anziani e ai giovani. Si organizzarono varie attività: un «Incontro con il libro» con la partecipazione di Valter Pedullà, mostre personali e collettive di pittura, corsi di disegno e di musica. Tra l'altro ci furono un simpatico incontro Italia-Cina, varie edizioni del carnevale dei bambini, la festa della donna, dei papà e dei nonni... Le più partecipate sono state le feste del quartiere, che contribuirono a sistemare la zona servizi con campi da tennis e di bocce, una pista di pattinaggio, panchine e giochi per i più piccoli.
Tutto fu recintato di verde.

NECESSITA’ DI SOCIALIZZARE

Gli abitanti di GTM risultavano per lo più già residenti a Roma, ma provenienti da varie regioni italiane, quindi con culture e tradizioni differenti, il che creava problemi di comunicazione e di socializzazione. C'era il timore che GTM divenisse un quartiere dormitorio, in quanto mancavano strutture aggreganti, quali le scuole, negozi e i posti di lavoro, che erano in generale lontani dal quartiere.
Si avvertì pertanto la necessità di creare occasioni per stare insieme, e una prima "Festa Incontro" fu organizzata dal comitato di quartiere, dal consorzio e dalla parrocchia con grande successo di partecipazione.
Fu una festa con giochi, concorsi, gastronomia, complesso musicale composto da abitanti del quartiere e, a tarda sera, fuochi di artificio.

immagini S.Ferdinando Re
NASCE ANAGNINA 2

Il Nuovo Piano Regolatore di Roma, recentemente approvato in via definitiva, prevede una forte espansione edilizia per la parte del X Municipio che si estende fuori dal Raccordo Anulare. In particolare le aree limitrofe ai nostri quartieri vedranno l'arrivo di grandi programmi edilizi, come la centralità metropolitana di Romanina (circa 1.130.000 mc) e i piani di zona Anagnina1 e E1 Anagnina, nell' area oggi libera tra Campo Romano e Giardini Tor di Mezzavia, con una volumetria complessiva di circa mezzo milione di metri cubi. Tali cubature nel loro complesso rischiano di travolgere definitivamente la qualità della vita degli abitanti di questi territori, soprattutto per il loro impatto sulla mobilità.
E tuttavia anche vero che l'endemica carenza di scuole e servizi della nostra periferia potrebbe trarre giovamento da una centralità di Romanina che si occupasse di tali carenze piuttosto che della mera residenzialità. Da un punto di vista infrastrutturale il NPRG prevede (in presenza di finanziamenti adeguati ancora da trovare) il prolungamento della Metro A fino alla centralità di Romanina. il corridoio di mobilità su sede propria per il trasporto pubblico T5 tra La Rustica e Ciampino e la Tangenziale Esterna tra Tor Bella Monaca e Ciampino. A fronte dell'attuale saturazione della Metro A forse il progetto che risulta più interessante è quello di mettere in rete in senso tangenziale tramite un corridoio di mobilità le strutture su ferro esistenti o in via di realizzazione (metro C).
Se questo è il quadro d'insieme in cui è inserito il nostro quartiere, non si possono dimenticare le possibilità previste dal Piano Particolareggiato (n. 35), che interessa il nostro territorio, per dotare la zona di servizi e verde pubblico. In questo ambito si inserisce il lavoro in atto, nato in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Urbanistica dell’Università La Sapienza per costruire una piazza davanti alla chiesa di san Ferdinando Re.
Di là però dai vari progetti che le amministrazioni pubbliche e i privati hanno per quest'area, crediamo che il futuro dipenda soprattutto da noi.
Il futuro dipenderà dalla nostra capacità di costruire una comunità unita e partecipata, aperta e solidale, capace di lottare per migliorare la qualità della vita di tutti gli abitanti di questo territorio.
l lavori per la costruzione del piano di zona (lg. ex 167) di Anagnina2 sono iniziati nell'anno 2000 circa. Gran parte dei primi appartamenti sono stati consegnati nel 2004. Attualmente non sono ancora stati costruiti tutti gli edifici previsti: una volta completato il piano di zona ospiterà 600 famiglie, pari a circa 1.800 abitanti.
Anagnina 2 espande la parte vecchia di Giardini Tor di Mezzavia senza contraddire il carattere residenziale della zona, ad eccezione di due stabili destinati a uffici. Mantiene una certa vivibilità grazie alla realizzazione di edifici di tre-quattro piani e di ampi viali, garantendo la presenza di spazi destinati a servizi e a verde e riservando locali per il commercio di prossimità.
Purtroppo allo stato attuale è in grave ritardo il completamento delle opere di urbanizzazione primaria, soprattutto delle strade e degli spazi verdi adiacenti a via Raf Vallone. Con l'imminente apertura di via Nocara e via Cropani verrà agevolata di certo la creazione di un'unica grande comunità.
Ancora più grave è il ritardo nella realizzazione dei servizi e in particolare delle scuole, ad eccezione del costruendo asilo nido.
Quello della mancanza delle scuole è un problema che da sempre affligge gli abitanti. È pertanto comprensibile la comune aspirazione di vederle realizzate entro breve tempo. Purtroppo allo stato attuale l'amministrazione comunale non sembra essere in grado di prevedere quando sarà possibile l'effettiva costruzione di tali strutture.
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