La futura Centralità della Romanina
La futura Centralità della Romanina rappresenta una risposta
ai problemi della nostra periferia?
Questa domanda gli abitanti dei quartieri circostanti la futura centralità di Romanina
se la sono posta molte volte quando sono stati coinvolti negli anni scorsi nel processo
di progettazione partecipata relativo alla centralità stessa. Se la sono posta anche
perché mentre nel nuovo piano regolatore la centralità veniva descritta come
un’occasione di riscatto della periferia stessa, nel vecchio piano del 1962 l’area era
destinata a servizi pubblici di livello generale. Questa domanda oggi gli abitanti della
periferia sud – est di Roma se la pongono con maggiore preoccupazione.
Con due memorie di Giunta risalenti all’autunno scorso l’Amministrazione Alemanno
ha espresso i propri indirizzi urbanistici per lo sviluppo della centralità Romanina.
Con la memoria di Giunta del 4 ottobre 2010 si localizza in questa centralità la città
della musica e dello spettacolo, aprendo nel contempo alla possibilità di aumenti di
SUL premiali nei confronti della proprietà privata dell’area. Nella memoria suddetta c’è
anche un errore clamoroso poiché testualmente si afferma che “l’accessibilità a
suddetta centralità è garantita attualmente dal corridoio della mobilità tra la stazione
metropolitana Anagnina e l’Università di Tor Vergata”. In realtà questo corridoio non
passa per il luogo dove dovrebbe sorgere la centralità, come qualsiasi abitante della
zona sa, ma circa un km più a nord di questa. D’altro canto con la memoria di Giunta
del 22 ottobre per le centralità ancora da pianificare, almeno per quelle che insistono
su aree private, si avvia un processo di negoziazione con le proprietà private
finalizzato alla densificazione delle stesse onde reperire le risorse economiche
necessarie alla realizzazione di infrastrutture pubbliche.
Tale orientamento sembra obbedire solamente a motivazioni economiche senza porsi
problemi in ordine al contesto urbanistico, alla mobilità e alla sostenibilità ambientale.
Da un punto di vista della mobilità nella sua relazione di metà mandato a fine ottobre
il Sindaco Alemanno ha annunciato la realizzazione di un metrò leggero tra la fermata
metro A Anagnina e la fermata metro C - Torre Angela, realizzato con i proventi, pare
di capire, ottenuti dalla centralità, dimenticando però completamento il corridoio di
mobilità T5 che permetterebbe di mettere in rete le infrastrutture su ferro presenti tra
La Rustica e Ciampino. Insomma si prospetta un raddoppio della centralità e quindi
degli utenti e quale infrastruttura si prospetta un metro leggero, certo più accessibile
da un punto di vista economico ma con una portata inferiore rispetto al
prolungamento della metro A previsto dal NPRG, pari addirittura a un terzo. Intanto
intorno alla centralità vari piani di zona sono prossimi a partire senza adeguamenti
della struttura di trasporto pubblico. Ricordiamo che tra Campo Romano e Tor di
Mezzavia i programmi edilizi di prossima realizzazione (Piano di edilizia privata E1
Anagnina, Piano di Anagnina 1 - ex lg. 167 e il Programma Integrato Ex Fatme)
prevedono 5.000 – 6.000 abitanti.
Eppure con un precedente atto amministrativo dello scorso anno, che tra l’altro ha
avuto lunga gestazione ed è stato esaminato e discusso da Municipi e Consiglio
Comunale, ben altri sembravano essere gli orientamenti dell’Amministrazione in
materia urbanistica.
Difatti nel Piano strategico per la mobilità sostenibile si è sottoposto, per quanto
riguarda la mobilità, ad analisi critica severa il Nuovo Piano Regolatore Generale, figlio
della precedente maggioranza di centro sinistra.
Ad esempio in tale documento si sottolinea come, una volta applicato il NPRG, il
traffico automobilistico tenderà ad aumentare nella parte periferica della città oltre il
GRA, dove anzi vi sarà un allungamento dei percorsi, mentre tenderà a diminuire al
centro, con conseguenti ripercussioni anche per quanto riguarda l’inquinamento
dell’aria. Di seguito riportiamo alcuni brani del Piano Strategico.
"All’esterno del GRA o al suo ridosso esistono una serie di concentrazioni di residenze
ed attività di particolare rilevanza, spesso localizzate su assi stradali di capacità
insufficiente e non adeguatamente servite da servizi di trasporto pubblico, in
particolare da quelli su ferro. Esempi rilevanti sono realtà come Ponte di Nona, Porta
di Roma, Acilia-Axa-Infernetto, Romanina, ecc....L’espansione urbanistica della città
vedrà nei prossimi 4-5 anni un incremento stimato di circa 65mila nuovi residenti e
circa 25mila nuovi addetti.
Complessivamente gli spostamenti su autovettura passeranno dall’attuale 50% a circa
il 48% del totale, ma sia in termini di ripartizione modale che in termini assoluti il
traffico automobilistico si ridurrà nelle fasce più centrali della città e tenderà ad
incrementare in quelle periferiche.
Come ulteriore effetto negativo per le aree periferiche si stima l’allungamento dei
percorsi dovuto alla “polverizzazione” della città verso l’esterno dove peraltro è più
difficile garantire servizi di trasporto pubblico efficaci.
Un altro importante indicatore caratteristico del fenomeno è sicuramente la stima
delle emissioni di inquinanti in atmosfera. A titolo esemplificativo si riportano le
valutazioni sulla CO2 (direttamente correlata ai consumi di carburante) dalle quali si
evince che effetti positivi sono concentrati nella zona centrale mentre nella parte
esterna della città è stimato un incremento rispetto all’attualità dovuto all’aumento di
traffico privato."
Si critica il NPRG auspicando di compattare le previsioni edificatorie che esso prevede,
soprattutto nella parte fuori Raccordo, se si vuole effettivamente affrontare i nodi
della mobilità e non aumentare il ricorso dell'auto come in effetti accadrà una volta
completato il NPRG, così come è elaborato attualmente.
In questo senso è significativa l’affermazione seguente: “Allo stesso tempo è
indispensabile correggere l’attuale processo di dispersione sul territorio delle nuove
urbanizzazioni e garantire la piena sostenibilità dei nuovi interventi proposti in termini
di elevati livelli d’uso del trasporto pubblico, anche attraverso la revisione delle Norme
Tecniche di Attuazione del PRG”.
Per quanto riguarda in particolare la scelta urbanistica, contenuta nel NPRG, di
puntare ad uno sviluppo della città policentrico il PSMS parla di “limiti di una
concentrazione decentralizzata senza trasporti”.
“Il recente PRG adottato nel 2008 ha formalizzato il policentrismo attraverso
18 cosiddette centralità ma le ha interpretate secondo un modello di
attuazione che già oggi alla luce delle prime esperienze, mostra pesanti limiti
dovuti principalmente alla debolezza dei sistemi di trasporto e quindi
presenta la necessità di una appropriata ridefinizione. La condizione essenziale
per realizzare un efficiente policentrismo è che esso si sviluppi intorno a sistemi forti
del trasporto, laddove si possano realizzare quelle sinergie tra sistema dei trasporti e
sistema insediativo, quelle equilibrate concentrazioni di residenze ed attività
pianificate, quegli spazi di innovazione del rapporto tra mobilità e territorio, in grado
di contribuire concretamente a migliorare la nostra città.
Il Piano adottato presenta una rete delle metro molto allungata verso l’esterno anche
in aree a bassa densità, centralità deboli e numerose, insediamenti distribuiti a cui
vanno ad aggiungersi le compensazioni, inizialmente non previste e non connesse alla
rete portante del trasporto pubblico. In definitiva una policentralità debole e per
lo più non appoggiata su nodi forti del TPL, difficile quindi da seguire con un
sistema pubblico efficace.
Per la realizzazione di un sistema insediativo di tipo policentrico a rete non è
sufficiente che in ciascuna centralità sia garantita la presenza di una
semplice fermata del trasporto pubblico, magari collocata a margine del sistema
insediativo, con un treno, spesso già pieno, con frequenza di un’ora o mezz’ora. E’
necessario analizzare criticamente le potenzialità che le Ferrovie possono offrire e
rivedere gli accordi sull’organizzazione dei servizi, sul potenziamento infrastrutturale e
tecnologico e sui contratti di servizio per garantire un servizio urbano di qualità, in
grado di qualificarsi come elemento portante della rete dei trasporti.
Deriva da quanto detto che non è sufficiente realizzare un infrastruttura su ferro a
servizio della centralità bensì è necessario che la centralità sia ubicata in
corrispondenza di un “nodo”, cioè sia collegata a una rete di infrastrutture di trasporto
pubblico.
L’assenza di strumenti di programmazione nella fase attuativa richiede che
l’Amministrazione si doti di strumenti di verifica della sostenibilità degli interventi, che
non può essere, come è ora, demandata ai proponenti. Un’attuazione non coordinata
tra insediamenti ed infrastrutture produce effetti per la mobilità disastrosi, favorendo
una crescita dell’uso dell’auto poi difficilmente reversibile”.
Da questo discende la proposta contenuta nel Piano Strategico di conservare solo
quelle centralità che sono effettivamente supportate da infrastrutture di trasporto
pubblico.
“Avere un numero di centralità limitato collocate sulla rete portante su ferro del
Trasporto Pubblico ove sia realmente possibile garantire la quantità di offerta
necessaria alla sostenibilità degli interventi proposti e/o che tali centralità siano
sufficientemente dense e capaci di generare i finanziamenti necessari per la
realizzazione di un sistema di trasporti adeguato”.
Da questo punto di vista per esempio la vera centralità forte presente nel nostro
territorio, tra l’altro poco distante da quella ipotetica di Romanina, è quella di Tor
Vergata, centralità pubblica e polo universitario dove si sta realizzando anche la “città
dello sport”, quindi uno dei luoghi in cui l’Amministrazione vorrebbe far svolgere le Olimpiadi;
mentre in particolare quella di Torre Spaccata e Romanina sono certamente
molto deboli e, prendendo alla lettera quanto sostenuto dal PSMS, andrebbero
certamente abolita.
Insomma dal punto di vista urbanistico il PSMS sollecita ad “Approvare solamente gli
interventi urbanistici realmente sostenibili dal punto di vista dell’accessibilità
prioritariamente con il trasporto pubblico, eventualmente ponendo a carico dei
proponenti una parte delle necessarie infrastrutture di accessibilità.
L’esperienza urbanistica di questa città nell’ultimo sessantennio dimostra che
l’espansione disordinata del tessuto urbanizzato, il cosiddetto sprawl, realizzata in
assenza di un preliminare e razionale studio della mobilità, ha sempre portato
all’aumento del deficit delle risorse per far fronte ai servizi necessari per le nuove
edificazioni. Seguendo questa logica dominata dalla rendita parassitaria e speculativa
le periferie si sono allungate a dismisura aggiungendosi una dopo l’altra senza qualità,
senza funzioni e senza servizi adeguati in una città rimasta fondamentalmente
radiocentrica. Oggi sorprende e allarma che invece di discutere delle funzioni
qualificanti da dislocare nelle 8 centralità da pianificare l’amministrazione Alemanno si
disponga soprattutto ad aumenti di cubature cementificatorie, disconoscendo i buoni
propositi in tema di mobilità di un anno prima. Tutto ciò inoltre senza distinguere tra
le centralità pubbliche come Tor Vergata, Pietralata, Ponte Mammolo, Polo Tecnologico
Tiburtino, da potenziare per una vera trasformazione policentrica della città, da quelle
private che, come Romanina, risultano essere una pura e ingiustificata scelta
speculativa.
Nel nostro territorio stando agli orientamenti esposti nelle memorie nella centralità di
Torre Spaccata calerebbero mc. 1.200.000, annientatori del progetto elaborato con la
partecipazione dei cittadini nel 2003 contenente funzioni qualificanti e di un parco da
ricongiungere a quello archeologico di Centocelle. A Romanina con 2.260.000 mc. si
andrebbe ben oltre le richieste del consistente aumento di 670.000 mc. avanzate dal
proprietario Scarpellini e respinte esattamente due anni fa. Tutto ciò a 200 mt. dalla
vera centralità, pubblica e già ben avviata, di Tor Vergata.
Pertanto chiediamo all’amministrazione Alemanno di non procedere sulla solita strada
dell’espansione e della densificazione disordinata e confusa della città; di applicarsi
come promesso ad una revisione di una politica urbanistica puramente speculativa,
consumatrice di suolo agricolo, socialmente e ambientalmente insostenibile; di definire
prima di ogni altra cosa quali funzioni dovrebbero collocarsi nelle 8 centralità a
pianificazione da definire;
di inserire le centralità in un disegno razionale di una nuova mobilità che migliori e
non peggiori ulteriormente la situazione esistente.
Le periferie non hanno bisogno di nuovo cemento ma di infrastrutture per il trasporto
pubblico adeguate, di funzioni riqualificanti, di scuole, servizi, di parchi, di conservare
quel poco di suolo agricolo che è rimasto, anche attraverso la creazione di parchi
agricolo didattici, come proposto a suo tempo, per quanto riguarda il nostro municipio,
a Gregna. Gli abitanti delle periferie hanno bisogno di essere ascoltati e coinvolti nelle
scelte urbanistiche che progettano il futuro dei loro territori. Non è accettabile che
attraverso la negoziazione con la proprietà fondiaria e la sostanziale esclusione degli
abitanti dei territori interessati, nonché dei Municipi che in teoria saprebbero meglio
interpretare necessità e aspirazioni locali, si prendano decisioni che condizioneranno
fortemente la vita nei quartieri circostanti la centralità.
Le centralità devono servire a migliorare la qualità della vita degli abitanti delle
periferie, non a peggiorarla.
Alla luce di questi ragionamenti la Comunità Territoriale del X Municipio esprime la sua
più ferma contrarietà agli orientamenti espressi nelle “memorie di giunta” consistenti
in una densificazione (addirittura fino al raddoppio !) delle cubature nelle 8 centralità
urbane metropolitane previste dal Piano regolatore. In sintesi la giustificazione
addotta del reperimento delle risorse per realizzare le infrastrutture necessarie,
soprattutto di mobilità, non regge da un punto di vista razionale ed è in aperta
contraddizione con quanto affermato nel Piano strategico per la mobilità sostenibile
varato appena un anno fa dalla stessa giunta Alemanno.
Roma 8 aprile 2011
Per la Comunità Territoriale del 10° Municipio
Fabio Depino
Comunità Territoriale del 10° Municipio: Coordinamento dei comitati di quartiere:
Appio Claudio; Campo Romano; Cinecittà Est–Cinest; Don Bosco; Gregna S. Andrea;
Morena; Nuova Tor Vergata; Piscine di Torre Spaccata; Osteria del Curato; Quarto
Miglio-Appia Pignatelli; Statuario-Capannelle; Torre di Mezzavia; Vermicino; Via dei
Sulpici-Quadraro; e delle associazioni: Agorà; Consulta InaCasa-Quadraro; Comitato
difesa beni comuni; Comitato Difesa Diritti dei Cittadini; Insieme Fidam CFR; L’Ellisse;
Movimento Consumatori sez. Roma; Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
ONLUS - Sezione Provinciale di Roma.